Da piccolo, Spinaldo non era ancora “Spinaldo”.
Era solo Spina, un bambino curioso, magrolino, un po’ stortarello, con una passione sfrenata per i puzzle… e un’inclinazione naturale verso le cose complicate. Letteralmente: aveva già una leggera scoliosi.
Cresciuto tra zaini troppo pesanti, sedie troppo rigide e genitori che dicevano: “Stai dritto!” senza mai spiegare come, Spina imparò presto a nascondere ciò che lo faceva sentire “fuori asse”:
– le emozioni troppo forti,
– le paure di sbagliare,
– la sensazione di non essere mai “abbastanza composto”.
In classe, sedeva dritto… ma dentro era un groviglio.
Ogni emozione trattenuta, ogni volta che non si sentiva ascoltato, diventava un nodo.
E quei nodi, crescendo, non si sono sciolti da soli.
Da Spina a Spinaldo: l’adulto riflessivo
Oggi Spinaldo, tra una battuta sulla cifosi e una metafora sulla pelvi, ha capito che molte sue rigidità emotive, la tendenza a voler sempre controllare tutto, la sua iper-attenzione al dettaglio posturale, derivano proprio da lì: dal bambino che voleva essere perfetto per sentirsi visto.
Cosa ha deciso di fare? … Spinaldo non vuole cancellare la sua infanzia. Vuole abbracciarla. Con la schiena ben allineata.
Ecco i suoi 3 passi per “riequilibrare” anche dentro:
Rieducazione emotiva
Come fa stretching per il corpo, ora fa anche allungamenti per il cuore: si concede emozioni, sbagli, risate storte e riflessioni dolci.
Riconnessione con il piccolo Spina
Ogni tanto si siede sul futon, chiude gli occhi e immagina di parlare al bimbo che è stato.
Gli dice: “Puoi stare storto, puoi essere te stesso. Io ti vedo.”
Postura del presente
Ha capito che la postura non è solo come stai in piedi… ma come ti sostieni nella vita.
E ha scelto di sostenersi con ironia, gentilezza e autenticità.
E così Spinaldo continua a spiegare la postura agli altri, ma senza più dimenticare che …